Ha corso 37 ore per un totale di 253 chilometri e si è guadagnato un posto in Nazionale al prossimo Mondiale. E' l'impresa di Edoardo Crisostomi dell'#iloverun Athletic Terni, partito venerdì scorso a mezzanotte e arrivato al traguardo domenica alle 13 della interminabile e massacrante Backyard Ultra The Last Beach. Una gara davvero fuori dal comune intorno al Parco delle Valli a Roma che metteva in palio 15 posti in Nazionale per i prossimi Mondiali a Monselice il 17 ottobre.

Obiettivo centrato per il nostro Edoardo che è riuscito a completare 253 chilometri correndo 37 ore totali lungo il circuito da 6,7 chilometri da completare ogni ora. Le regole sono semplici e spietate: chi arriva entro l'ora può riposare il tempo che resta allo scadere dei 60 minuti prima di ripartire, ma chi arriva oltre o non si ripresenta subito sulla linea di partenza alla scadenza dell'ora viene eliminato. Con il passare dei ritiri, l'ultimo che rimane vince.

Un'esperienza al limite delle possibilità umane come racconta lo stesso Edoardo: "Se chiudi il giro in 45 minuti puoi riposarti nel tuo gazebo o nella tua postazione per 15 minuti prima di ripartire. Se invece arrivi dopo lo scadere dell'ora vieni eliminato. Allo scadere di ogni ora ti devi ripresentare sulla linea di partenza e ripartire. Detta così sembra facile, ma il fatto è che con il poco tempo che hai a disposizione per mangiare e riposarti, e man mano che le ore passano e la stanchezza diventa sempre più evidente, tutto diventa molto più difficile".

La gara Backyard Ultra The Last beach è stata organizzata dal Race Director Daniele Alimonti, l'obiettivo era dare la possibilità a qualcuno di entrare nella Nazionale italiana: "C'erano 15 posti disponibili e il minimo richiesto era di 35 ore, ma per essere sicuri di entrare ne servivano almeno 37 pari a circa 250 chilometri. La data di scadenza per le qualificazioni era il 15 agosto, mentre il mondiale si terrà il 17 ottobre a Monselice dove ogni nazione cercherà di fare più giri possibili per vincere il mondiale".

Quali sono state le difficoltà maggiori di questa gara è facile intuirlo: "Essendo il 1° agosto, questa gara è stata un inferno. La partenza era a mezzanotte, tra il venerdì e il sabato e avere davanti già le prime sei ore di buio non è stato semplice. Poi è arrivato il giorno e il caldo si è fatto veramente sentire con picchi di 40 gradi. È stato devastante. Quando di nuovo è sceso il sole è arrivato un po' di sollievo ma allo stesso tempo è tornata la notte, che è una delle cose più toste da affrontare soprattutto due di fila dove indubbiamente le crisi arrivano e devi essere in grado di affrontarle. La crudeltà di questo formato è che non puoi prenderti nemmeno un minuto in più perché ne hai bisogno. Quando il campanello suona tu devi essere sulla linea di partenza e ripartire, altrimenti sei fuori".

"Affrontata anche la seconda notte, è uscito di nuovo il sole. Le prime ore sono filate lisce nonostante avessimo già 30 ore sulle spalle. Poi è tornato il caldo, quello che quando respiri ti brucia la gola e da lì abbiamo deciso di arrivare alle 37 ore, cioè alle 13 di domenica 2 agosto e ritirarci. Eravamo rimasti in tre. In due ci siamo ritirati e il vincitore è stato Daniele Lissoni completando un giro in più di noi una grande persona e un campione con un personale di 73 ore in questa specialità.

Il loop del percorso di 6,7 km si sviluppava intorno al Parco delle Valli a Roma. "La maggior parte dei chilometri si correva fuori dal parco e in alcuni tratti si entrava all'interno, dove si trovavano due fontanelle per il rifornimento d'acqua. In questa gara è proibito ricevere aiuto esterno durante il giro, pena la squalifica. Il percorso era comunque bello, ma solo in alcuni tratti c'era ombra. Per il resto era completamente aperto e quindi nelle ore più calde era davvero sfiancante. Per quanto riguarda l'organizzazione generale, ti mettono a disposizione un'area personale di 3×3 metri vicino alla partenza, che puoi allestire come vuoi. Io, ad esempio, avevo un gazebo, una sedia pieghevole e un tavolino. Ovviamente è tutto in autosufficienza, quindi devi portarti tutto, dalla corrente alle borse frigo, fino al ghiaccio per tenere al fresco il cibo e le bevande".

Ecco come Crisostomi ha affrontato la gara: "La mia strategia era girare intorno ai 50-51 minuti. Così, senza consumare troppe energie, avevo a disposizione circa 9-10 minuti per mangiare, bere e riposare un paio di minuti. Io sono stato fortunato perché avevo un crew di supporto. Ogni giro arrivavo e loro sapevano già cosa preparare e cosa ricaricare nelle borracce. Nei giri notturni, dove le temperature erano più fresche e lo stomaco meno delicato, prediligevo il cibo solido, patate, riso, biscotti, patatine, panini con il miele, tutte cose testate in allenamento. Durante il giorno, invece, optavo per gel e carboidrati in polvere. Non sono mai mancate le pasticche di sali minerali, una ogni giro e, nelle ore centrali della giornata, anche due. Per quanto riguarda i liquidi, ogni ora bevevo in media tra i 700 e gli 800 ml, alternando acqua, Coca-Cola, Fanta e tè. Tutte bevande ricche di zuccheri che ti danno energia. Nelle ore notturne, invece, utilizzavo gel con caffeina e qualche Red Bull".

"Per quanto riguarda le scarpe, ho alternato due modelli, le New Balance 1080 e le Hoka Prodigio Pro+, entrambe ottime. Comunque è stata una gara incredibile. Percorrere 250 km in 37 ore il 1° agosto a Roma, con 40 °, è qualcosa di fantastico. Ho provato tantissime sensazioni diverse, momenti di gioia, di tristezza, momenti in cui non hai più nemmeno la forza di alzarti, ma comunque riparti, metti un piede davanti all'altro e alla fine ci riesci. La mente e il corpo sono in grado di fare cose incredibili e io voglio continuare a spingermi sempre più in là per scoprire quali siano davvero i miei limiti. Questo è il mio obiettivo".

Con la passione e la determinazione si possono fare grandi cose. Ora Edoardo dà appuntamento al Mondiale di Monselice il 17 ottobre. Dove anche lì darà il 100%.

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