Che il passo indietro ventilato l'altro ieri da Simone Longarini abbia qualche legame con il contenzioso che suo padre Edoardo ha con lo Stato per l'appalto della ricostruzione di Ancona? Solo un'ipotesi, ovviamente. Una domanda che avremmo voluto porre e che sarebbe entrata di diritto nella lista delle considerazioni successive al monologo dell'amministratore unico rossoverde.

La notizia potrebbe non riguardare le vicende rossoverdi e potrebbe essere ritenuta marginale rispetto allo sfogo dello stesso Simone Longarini. Ma è lecito supporre anche il contrario. La Corte di Cassazione, infatti, ha cancellato il maxi indennizzo che l'arbitrato aveva accordato a Edoardo Longarini nel contenzioso con lo Stato sull'appalto per i lavori della ricostruzione post bellica di Ancona, concessi e poi tolti all'imprenditore marchigiano.

Oggetto del lodo arbitrale anche i lavori di Macerata e Ariano Irpino per i quali erano stati già liquidati dallo Stato 250 milioni di euro nel 2011. Riguardo Ancona, Longarini aveva presentato istanze di sequestro nei confronti della Banca d'Italia, della Cassa Depositi e Prestiti e dei Ministeri delle infrastrutture e dell’Economia per la somma totale di 1,9 miliardi di euro.

La causa si trascina ormai da dieci anni di grado di giudizio in grado di giudizio. Nell'ultimo atto la Cassazione ha rimesso gli atti alla Corte di Appello di Roma che ora dovrà ripartire da zero e verificare se la Adriatica Costruzioni abbia diritto o meno all'indennizzo per i lavori, dati in concessione ma mai affidati per mancanza di fondi pubblici, inadempienza ministeriale da cui ha avuto origine la vicenda.

Le motivazioni sono riportate dal Fatto Quotidiano. Per la Cassazione infatti vanno considerati, eventualmente, solo specifiche categorie di lavori della variante del 1987 mentre è "inequivocabilmente precluso l'esame di ogni altra pretesa del Longarini pur se collegata o collegabile alla concessione del 1977, nonché a tipologie di lavori non affidati, anche se dalla stessa dipendenti". Pretese che, invece, sono state prese in considerazione, invece, dagli arbitri del famigerato lodo Ancona, pur essendo esorbitanti dalla loro competenza. Inoltre la Cassazione invita la Corte d'Appello a valutare se la concessione dei lavori a favore di Longarini (risalente al 1977, ricordiamo) sia avvenuta o meno in violazione del diritto dell'Ue, non a caso oggetto successivamente di procedura di infrazione a carico dell'Italia.

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