Il delegato del Coni di Terni Stefano Lupi, non più tardi di due giorni fa, aveva definito una "grave offesa di un impiegato di lusso" la decisione del presidente della Ternana, Stefano Ranucci, di ammainare la bandiera del Coni nella serata di presentazione della squadra al Liberati. Lupi aveva rincarato la dose parlando di "fare cialtronesco" del presidente rossoverde, mai nominato esplicitamente.

Arriva ora la replica di Ranucci, in convalescenza dopo un'operazione chirurgica non preventivata ma, secondo i sanitari, perfettamente riuscita: "Doverosa una mia attenta riflessione circa le recenti dichiarazioni del delegato provinciale del Coni, le cui problematiche nazionali imporrebbero riflessioni in altri ambiti. Al di là della terminologia utilizzata dallo stesso nei miei confronti, che si commenta da sola, essendo di evidente rilevanza penale, mi sarebbe piaciuto fossero sottolineati aspetti che evidentemente non vengono considerati importanti, o meritevoli di citazione. Ritengo un po' azzardato definire cialtrone (termine altamente offensivo non scriminato dal diritto di critica) una persona che sì, è nel board di una società che non ha ancora avuto modo di dare a tifosi e sportivi le soddisfazioni calcistiche che avrebbe voluto, ma che a 32 anni dirigeva una compagna di bandiera, che in precedenza aveva già amministrato importanti aziende e che oggi si onora di essere un “impiegato di lusso” ma se meglio vuole sapere presidente del cda della prima università telematica italiana con tre sedi estere. A mio avviso dovrebbe essere motivo di orgoglio da parte del Coni constatare quanto impegno, non solo di carattere economico, la società che mi onoro di presiedere abbia profuso nel migliorare lo stadio Liberati. Per quanto riguarda poi le battaglie che il nostro club ha inteso portare avanti (e che continua a combattere) mi preme sottolineare quanto segue. Primo, tali battaglie erano volte a tutelare l’intera città ed il mondo sportivo che coinvolge qualunque società del territorio. Eppure non c’è stata nessuna presa d’atto in tal senso da parte del delegato provinciale del Coni che evidentemente ha ritenuto di non dover intervenire magari per non scontentare qualcuno. Io inoltre ritengo che si possa mantenere una poltrona pur avendo diversità di vedute con i propri vertici; anzi, per quanto mi riguarda, quando i miei collaboratori hanno idee differenti dalla mia vivo la cosa come una preziosa occasione di confronto e di crescita. Secondo, la Ternana Calcio ha con grande piacere contribuito a sostenere anche sul piano economico associazioni, squadre, manifestazioni ed eventi (ad esempio per la futsal, famminile e maschile, la corsa, il mondo dei motori, il ciclismo ecc). Quando ci si avventura ad etichettare una persona, bisogna essere cauti. Del resto basta collegarsi ad internet ed utilizzare Google, dove sono facilmente fruibili anche i curriculum vitae. Da un dirigente così titolato mi sarei aspettato, soprattutto nella fase calda delle battaglie legali della scorsa estate, una presa di posizione, un incontro. Invece niente, assenza totale. Infine sarebbe curioso conoscere il perchè della tempistica di questo intervento del delegato del Coni, visto che dall’evento in questione sono trascorsi diversi mesi. Ritengo e spero che questo mio pensiero abbia fatto chiarezza in chi legge".

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