Tra le linee guida seguite l’anno scorso, si scoprì efficace la scelta di puntare su giocatori rimasti attivi nel periodo di pandemia. Adesso l’orientamento si è diversificato, come spiega il direttore fenerale, Alvaro Arcipreti, voce del duo, pluridecorato, con Giuliano Cioci che preferisce rimanere alla tastiera lasciando la parole alla "voce":

"La strategia, informati presidente e allenatore, è stata quella di propendere verso giocatori, la maggior parte umbri, provenienti dall’Eccellenza, che avevano attirato le nostre attenzioni nel corso del campionato da noi vinto e rispondono ai nomi di Del Prete, Omohonria, Borgo, Patata, Carletti, quest’ultimo consigliato da Alessandro Cavalli. Giocatori animati da grande entusiasmo, vogliosi di provarsi dimostrandosi validi per la serie D. Sono, poi, subentrate defezioni impreviste, qualcuna particolarmente dolorosa, per costringerci a rivedere i piani anche in altri ruoli. Qui, la scelta è caduta su atleti di categoria, tutte alternative valide ai partenti, non trascurando la tradizione, della quale vado fiero, per aver sempre indovinato l’attaccante che fa i goal (leggi La Cava, Baciocchi, Scandurra…), con l’arrivo di Simone Tomassini. Attaccante di indubbio valore, che abbiamo corteggiato in molti e che, alla fine, ha deciso per l’Orvietana”.

Ricordo, a proposito, aver sentito te e altri, che il magnifico undici dell’Eccellenza non sarebbe stato stravolto. E invece: "E’ dipeso, in massima parte dai quattro under da schierare obbligatoriamente. Presidente, allenatore, io stesso e Cioci non avremmo voluto arrivare a tanto, ma, le logiche di mercato costringono, alle volte, a certi passi. Dispiace, perché la vittoriosa cavalcata resterà nella storia di ognuno di noi, mi consola il fatto di trovare identico entusiasmo tra i nuovi, per quanto vedo in questi primi giorni di preparazione. Somiglia molto a quanto visto l’anno scorso e la cosa mi ispira fiducia".

Siamo tutti abbastanza ambiziosi, credo te compreso che torni dopo qualche anno in Serie D, si ascoltano tante chiacchiere su questo campionato che manca a Orvieto da dodici anni, gli orvietani gradirebbero sapere, realmente, cosa li aspetta.

"Se mi è consentito un pizzico di presunzione, racconto che, la passata stagione, ho fatto una vera indigestione di partite della categoria superiore. Sono di Umbertide, ho Trestina e Tiferno a un passo, non dimentico Foligno. Credo di avere il polso della situazione per affermare come il livello generale sia pari a quello delle migliori squadre d’Eccellenza. I ritmi sono, ad ogni modo, diversi, non è frequentato da fenomeni del calcio, il valore degli under fa, spesso, la differenza. Il livello, come detto, vale quello delle squadre d’eccellenza più blasonate. Restando al nostro obiettivo, vale a dire la salvezza, dovremo metterne dietro almeno sei ed è anche questa una difficoltà per differenziarlo da un campionato regionale. Tanto per dire, il Cannara, pur non essendo inferiore alla dodicesima classificata, è finita al penultimo posto. Noi dovremo far leva sulla 'fame di gloria' che anima i nostri, allenatore compreso e su quella dell’ambiente, spero, in un campionato che manca a Orvieto da dodici anni. L’Orvietana che mi aspetto è una formazione da battaglia, organizzata sul tipo dell’anno scorso. E’ normale che troveremo qualche difficoltà, però, la Società ha una storia e non è certo l’ultima arrivata. Ho grande fiducia e sono convinto che riusciremo a passare indenni a qualche burrasca, se ci sarà".

Altra cosa di cui si parla molto è la composizione dei gironi, con più di un’ipotesi ma, ancora, nessuna certezza:

"Dovremo pazientare un’altra settimana. Le più informazioni più recenti, di cui dispongo, danno insieme le dieci toscane e le tre umbre come lo scorso campionato. Sono in ballo i restanti cinque posti cui sono candidate le laziali e le emiliane romagnole. Chiaramente, per ragioni logistiche, come di costi, preferiremmo scendere verso la Capitale, piuttosto che salire oltre l’Appennino. Non credo, invece, alle differenze di valori tra zone e regioni varie. Per me si equivalgono tutte, metto soltanto la Sardegna un gradino più sotto".

Ultima cosa. Leggendo le dichiarazioni del nostro tecnico, Gianfranco Ciccone, nello spogliatoio si respira già atmosfera idilliaca, simile a quella d’anno scorso:

"Come dicevo prima, anche per me l’inizio è stato buono. E’ chiaro che l’allenatore, Gianfranco lo è, deve fungere da gran motivatore. Sta lavorando pure sotto questo aspetto e i ragazzi, bravi, perché la maggior parte li conosco, alcuni li ho visti sul campo in altre avventure sportive, con altri ho fatto un lavoro porta a, porta sono pronti a seguirlo. Lui, dovrà dimostrarsi altrettanto capace nel gestire gli equilibri. Fortunatamente, siamo riusciti a mettere insieme almeno due doppioni per ciascun ruolo e coloro cui toccherà partire dalla panchina non dovranno sentirsi 'riserve'. Vale, in particolare, per i più giovani, cui sperò riuscirà a concedere minutaggi importanti nel corso della stagione. non va sottovalutata e Ciccone lo sa bene, come le loro situazioni di partenza siano abbastanza simili. Apposta, parlavo di una salvaguardia degli equilibri. Riuscendo nell’intento, ne troveranno benefici i singoli, la squadra, così pure la Società. Comunque, non precorriamo i tempi. Abbiamo delle amichevoli, a mio giudizio sempre indicative e utili, la Coppa dietro l’angolo per capire di che pasta siamo fatti. Il quadro sarà sempre più chiaro".

Prevedi una coda di mercato, in un certo senso di riparazione, da qui all’inizio dell’attività.

"Non ne sono certo ed è, a ogni modo, presto per dirlo. Dovesse succedere, credo non andremo mai oltre una, max due unità".

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