Sessantuno anni fa, alle 13.40 del 5 marzo 1962, il destino in agguato alla curva di Cervara sulla statale 209 della Valnerina si portò via per sempre Libero Liberati. Il Cavaliere d'acciaio era diventato cinque anni prima, nel 1957, campione del Mondo nella classe 500 sulla Gilera. Da allora la città non ha mai smesso di commemorare la scomparsa portando vivo il ricordo del campione tanto amato da tutti i ternani. Era una giornata piovosa quel 5 marzo 1962 e Liberati si allenava per la gara in programma pochi giorni dopo all'autodromo di Modena. L'asfalto reso scivoloso dalla pioggia portò all'impatto inevitabile, violento e dalle tragiche conseguenze. Liberati, tra i più forti piloti dell'epoca a livello mondiale, morì a soli 36 anni lasciando un grande vuoto ed ancora oggi è considerato un icona. Amava Terni e i ternani che, con i dipendenti delle Acciaierie in testa, avevano fatto la colletta per acquistargli a inizi carriera una Guzzi Dondolino, la prima vera moto da corsa con la quale si era messo in evidenza fra i Seniores a livello nazionale. Sugli spalti di ogni circuito, in Italia e fuori, c'era sempre gran ressa di ternani, con striscioni e stendardi, tamburi e trombe, inneggianti a 'Libbero', che era rimasto sempre uno di loro anche dopo aver portato Terni in cima al mondo.

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