Il tesoretto ha assolto al suo incarico anche quest’anno. Riferimento è il Torneo intitolato a Mario Frustalupi, il cui successo, dell’edizione 2022 è andato di là da ogni più rosea previsione. La parola successo racchiude in se parecchi significati, non ultimo quello di portare denaro fresco nelle casse sociali. Non si può certo parlare di casualità, perché a monte delle partite che sono l’atto finale, c’è un lavoro che impegna diverse persone. Massimo Porcari, all’Orvietana dal 1987, si sente e lo è il padre della manifestazione di cui va, giustamente orgoglioso. “Eravamo fermi da due anni – dice – e, come in tutte le cose ricominciare non è facile. C’è stato, però, più tempo per pensare e, alla fine, l’idea di allargare il numero delle Società, ben cinquantaquattro, e svolgere l’evento, posticipandolo da maggio a giugno, si è rivelata vincente. Va rilevato, come, anche noi siamo cresciuti e si iniziano a vedere i primi risultati di un progetto a lungo termine iniziato quattro anni fa”. Nell’Orvietana attuale, Porcari ricopre un doppio ruolo. E’ segretario generale della Società e responsabile di tutte le attività del settore giovanile. Da poco in pensione, avrebbe voglia di dedicare più tempo ai due nipotini, anche se è difficile staccarsi da un amore che dura da trentacinque anni. “Ho chiesto al Presidente di poter organizzare il lavoro in modo diverso e, dopo l’ok, riesco a gestire meglio tutte le situazioni”. Considera la fiducia accordatagli dal Presidente un attestato di stima, cerca di ripagarlo con l’operatività. Al suo ingresso nella Società ebbe, quale maestro, l’indimenticato Vittorio Michelangeli, figura storica, bella persona benvoluta da tutti. Iniziò, fin da allora, ad occuparsi del settore giovanile, di cui era segretario. Entrò presto nei meccanismi che regolano la gestione dei ragazzi più giovani, dei loro genitori, dei tecnici deputati all’insegnamento. Un’attività che solo dall’esterno può essere valutata come facile e invece racchiude in se tante problematiche collegate alla crescita dei ragazzi, alle aspirazioni delle famiglie, alla selezione degli allenatori per fasce d’età. Serve il pelo sullo stomaco, ovvero non farsi travolgere dagli scrupoli. Porcari ha il verso per essere un capo. Quando dirigi è più facile entrare in rotta di collisione con il prossimo. Beh, lui è sempre andato diritto per la sua strada, magari commettendo qualche errore, ma sempre coerente con un’unica filosofia: “Prima gli interessi dell’Orvietana, tutto il resto viene dopo”. La longevità della collaborazione e la considerazione di Biagioli sembrano dargli ragione. “Il progetto sul quale stiamo lavorando da quattro anni, metteva al primo posto ‘la qualità’. In senso lato, s’intende, dalla riorganizzazione della segreteria, alla selezione dei ragazzi che chiedevano il tesseramento con noi, alla scelta di tecnici qualificati, tutti in regola con le norme federali. Il successo degli Under 17 nel regionale A1, gli ottimi riscontri in altre fasce d’età, ritengo siano i primi risultati tangibili. Oggi, nella segreteria lavorano con me al tre due persone, i laureati in scienze motorie che prendono in consegna i più piccini hanno già buone esperienze, Giuseppe Olimpieri, responsabile tecnico e allenatore sta lavorando benissimo, Stefano Silvi, Andrea Valterio, Andrea Montenero sono tre allenatori importanti e qualificati. Considero tutti e quattro, Olimpieri compreso, un valore aggiunto. Voglio anche ricordare gli sforzi della Società e il lavoro degli scout. I nostri tesserati arrivano dall’ Umbria, ivi compresa la provincia di Perugia e una buona fetta dall’Alto Lazio. Pullmini, carburante, autisti sono tutti a nostro carico. Il settore giovanile si autofinanzia con gli introiti della scuola calcio. Tutti soldi reinvestiti nel nostro ambito. Se, qualche lingua lunga ha ancora voglia di ripetere che le risorse del settore giovanile servono a ripianare i conti della prima squadra venga a controllare”.
Massimo, a questo punto, pare aver dimenticato qualcosa: “Vorrei fare una richiesta personale, puoi chiamarla anche invito, ad Alvaro Arcipreti, il nostro Direttore Generale e all’allenatore della prima squadra. La serie D offre l’opportunità di mandare in campo quattro fuori quota. Noi, del settore giovanile, pensiamo di avere in casa più di un buon prodotto candidabile per la quota giovani. Direttore e allenatore sono persone nelle quali ripongo la massima fiducia alle quali chiedo il coraggio di puntare anche sulla merce fatta in casa. Grazie”.

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