Le lesioni alla spalla degli atleti sono frequenti e sovente hanno cause non solo traumatiche dirette, ma di sovraccarico funzionale. Tutto ciò rende complessa la diagnosi e spesso lunga e difficile anche la strategia terapeutica. Gli sport che portano ad un maggior rischio di sviluppare condizioni dolorose alla spalla sono gli sport da contatto, gli sport estremi e i cosiddetti sport “overhead” cioè che si praticano con movimenti che portano l’arto superiore sopra la testa.



L’articolazione della spalla è una struttura anatomica il cui scheletro, composto da omero, scapola e clavicola, si raccorda in due articolazioni fondamentali. L’articolazione gleno-omerale possiede la particolarità di lavorare sospesa nel vuoto ed è costituita dalla estremità sferica della testa omerale, che ruota su una superficie della scapola (la glenoide o glena), consentendo al braccio di compiere una rotazione vicina ai 360° nello spazio. L’articolazione acromion-claveare è formata dall’estremità della clavicola e da una parte della scapola chiamata acromion; il reciproco rapporto è mantenuto mediante una spessa capsula e robusti legamenti tesi tra di loro.

Queste articolazioni sono stabilizzate da un apparato legamentoso e muscolare complesso. L’apparato che consente la rotazione del braccio e la sua elevazione è denominato cuffia dei rotatori. Il movimento del cingolo scapolare è controllato da 26 muscoli, quattro dei quali costituiscono la cuffia dei rotatori: il sottoscapolare, il sopraspinoso, il sottospinoso ed il piccolo rotondo. La duttilità articolare della spalla, associata alla possibilità di esprimere grande potenza, espone in numerose attività sportive le strutture anatomiche della spalla a rischio di lesioni.



Le lesioni della spalla possono essere di due tipi: da sovraccarico funzionale (sollecitazione articolare abnorme e/o eccessivamente ripetuta) o traumatiche (cadute o colpi diretti)

Nei micro-traumi ripetuti sulle inserzioni tendinee dei muscoli della spalla, primi tra tutti il sovra spinoso ed il capo lungo del bicipite brachiale, il dolore compare gradualmente, senza alcun rapporto con un evento traumatico acuto. Questo dolore non è quasi mai spontaneo. L’esame radiologico è negativo, talora si possono riscontrare calcificazioni generalmente localizzate in prossimità dell’inserzione del sovra spinoso. La terapia consiste nel riposo, antiinfiammatori, fisioterapia e poi ripresa graduale della attività fisica.

Le lesioni traumatiche dirette invece possono in modo semplificativo essere divise in:

Contusioni (traumi diretti senza fratture o lussazioni)
Fratture
Lussazioni


La lussazione della spalla avviene quando la testa dell’omero esce dalla sua sede naturale (la glena della scapola) e crea una lesione della capsula articolare e dei legamenti. Bisogna, con opportune manovre, ridurre la lussazione, riposizionare la testa dell’omero nella sua sede naturale e bloccare l’articolazione con un bendaggio o un tutore per circa 15 giorni. Se la lussazione si ripete nel tempo si deve ricorrere all’intervento di stabilizzazione, e cioè ricucire i legamenti e riparare il bordo della glenoide. Se invece a lussarsi e la clavicola, si parla di lussazione acromion- claveare.



Lesione della cuffia dei rotatori

L’origine dei disturbi della cuffia dei rotatori,che è composta da 4 muscoli, che insieme ad altri controllano e regolano il movimento del cingolo scapolare ,oltre che ad una causa traumatica violenta può nascere da una irritazione dei tendini dovuta al sovraccarico funzionale. La fase infiammatoria, contraddistinta da dolore ed impotenza funzionale, determina la sofferenza del tendine fino a farlo degenerare sino alla rottura, parziale o totale.

Sintomi: dolore alla regione antero-laterale della spalla, che aumenta con l’attività fisica, ma con il passare del tempo il dolore diventa acuto anche di notte.

Diagnosi: esame clinico, ecografia e Risonanza Magnetica Nucleare.

Trattamento: Dipende dall’estensione e profondità della lesione.

Infatti se il semplice riposo articolare associato ai classici farmaci antiinfiammatori e ad un opportuno trattamento fisiochinesiterapico non portassero a un concreto beneficio, si può arrivare all’indicazione chirurgica, con sutura di cuffia, che ormai si esegue soprattutto per via artroscopica cui segue una fase di fisioterapia che dura all’incirca 60-90 giorni.



Ancora molto incerta e controversa la patologia della cuffia dei rotatori, che molti autori ritengono più da ascriversi ad una patologia degenerativa, piuttosto che ad una causa traumatica. L’alto rischio di traumi che caratterizza la spalla è causato dal suo delicato equilibrio tra stabilità e mobilità e dalle frequenti sollecitazioni cui è sottoposta nel corso di attività quotidiane e ancora di più in particolari attività sportive.

Gli sport in cui si rischia un infortunio alla spalla

Tra gli sport da contatto che portano ad un maggior rischio di sviluppare condizioni dolorose alla spalla ci sono rugby, pugilato, judo e arti marziali. Tra gli sport “overhead” vanno tenuti sotto controllo tennis, pallavolo, alcuni stili del nuoto, pallacanestro, ginnastica artistica, sollevamento pesi e bodybuilding, lancio del peso, baseball e lancio del giavellotto.



Inoltre tutti gli sport estremi possono portare a dei sovraccarichi improvvisi alle articolazioni tra cui la spalla, a causa dell’alto rischio di forti impatti con il suolo. Negli sport da contatto i problemi di instabilità come le lussazioni sono molto frequenti, mentre negli sport “overhead” le condizioni dolorose interessano fondamentalmente il gruppo muscolare della cuffia dei rotatori.



Presso il centro diagnostico e specialistico CIDAT /MURRI di Terni e presso la sede di Orvieto Scalo in Piazza Monte Rosa 44 il personale medico e ortopedico sarà in grado di fornire a tutti i pazienti e sportivi prevenzione, diagnosi e cura delle patologie legate alla spalla.



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