Michele Fattorini torna da Monza con un quinto posto in gara uno e tanta collera per una decisione dei giudici in gara 2. Andando per ordine, il fine settimana non era iniziato nel migliore dei modi, con la macchina da sistemare e la pioggia a complicare il tutto. Il set up, rivelatosi più complicato del previsto, lo aveva visto molto indietro nelle qualifiche, chiuse al sedicesimo posto. Partenza dalle retrovie nella prima gara della domenica e grande rimonta, contrassegnata da sorpassi e da una condotta di gara eccellente per scelta delle traiettorie e chiusure degli spazi da pilota consumato, premiata dalla quinta piazza dopo aver recuperato ben undici posizioni. “E non siamo ancora a posto – affermava nell’intervallo fra i due appuntamenti”. L’ottimo piazzamento non aveva, però, garantito l’avanzamento sulla griglia per cui, anche in gara due partenza dall’ottava fila. Dodicesimo al termine del primo giro era, in seguito, costretto a imboccare la via di fuga, al termine del rettilineo delle tribune, per evitare la collisione creatasi fra avversari che lo precedevano. La macchina, costretta a transitare su prato cordoli per rientrare in pista, riportava danni per pensare a un ritiro. Michele decideva di continuare, classificandosi, ad ogni modo, al nono posto, prima di conoscere la decisione dei giudici che, per quella manovra, avevano deciso per la penalità di cinque secondi a significare la perdita di due posizioni. Pilota e staff raggiungevano la direzione gara e, dopo un confronto verbale, stanno valutando l’inoltro di un reclamo. Comunque, di là della querelle con i giudici, dalla gara monzese l’orvietano con la Wolf, color arancio CONAD, ha avuto le risposte che attendeva. Vale a dire, la conferma d’essere preparato per inserirsi nel gruppo che conta. Ed è quanto cercava, sempre che la buona sorte lo assista.

La pattuglia orvietana, presente a Monza, ha dimostrato di essere brava anche di là dal muretto. Dove sono sistemati i tecnici incaricati di preparare le macchine. Kedda Racing, di Andrea Fravolini, ha avuto il merito di consegnare a Danny Molinaro la macchina migliore, come riferito anche da Giacomo Pollini, fra i migliori conduttori in assoluto del circo CISP. E Danny, famoso per bravura quanto nel mantenere celate le proprie sensazioni (che vinca o perda non sorride), ha fatto il resto, primeggiando fin dalle prove libere. Secondo in gara 1, causa un sorpasso subìto ma non ripreso dalle telecamere, ha poi dominato l’appuntamento pomeridiano partendo da posizione molto arretrata, come vuole il regolamento. “Macchina perfetta – ha poi dichiarato al termine – e per questo devo ringraziare tutto il mio staff tecnico”. Ergo, Kedda.

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