La Tecnica del Pompage Miofasciale è una forma di terapia manuale, ampiamente utilizzata nel trattamento dei disordini che riguardano l’apparato muscolo scheletrico. Il lavoro del terapista si rivolge in modo preferenziale alla struttura che riveste gli organi corporei, in modo tale da proteggerli, collegarli e separarli: la Fascia.



La Fascia è il tessuto connettivo lasso, costituito da fibre di collagene ondulate, orientate parallelamente, che consente il “Libero Movimento” tra un muscolo e l’altro. Questo specifico tessuto rappresenta inoltre il 20 % dei tessuti nell’essere umano: si trova al di sotto della cute, ricoprendo quasi tutto il corpo senza interruzione e rivestendo ossa, vasi sanguigni e nervi.

E' un particolare tipo di massaggio che riduce i sintomi dolorosi, migliora la mobilità articolare e decontrae i muscoli. Inoltre, stimola la circolazione dei fluidi (sangue e linfa), combatte i dolori da tensione e contrasta le degenerazioni delle cartilagini (artrosi).



Patologie e disturbi in cui si usa il pompage

Contratture muscolari, infiammazioni di varia natura, problemi articolari, squilibri posturali, dolori vertebrali, artrosi, prevenzione della degenerazione della cartilagine articolare, traumi muscolo-scheletrici, come per esempio il colpo di frusta e le distorsioni.

Caratteristiche della Tecnica

La manovra del Pompage viene eseguita sempre in tre tempi che prevedono la messa in tensione dei tessuti, il mantenimento e il rilasciamento della tensione. Ogni pompage viene ripetuto 5-10 volte per un ciclo minimo di trattamenti che varia tra 5 e 8 sedute, a cui seguirà un risultato soddisfacente e soprattutto duraturo. I tipi di pompages più noti sono quelli circolatori, articolari e muscolari.



Benefici del Pompage

La metodica è stata sviluppata dal fisioterapista e osteopata Marcel Bienfait e consiste in manovre di messa in tensione della fascia, con mobilizzazioni lente e progressive, che si ottengono tramite un movimento ritmico e regolare di “Trazione e Rilasciamento”. Solo grazie alla tensione prolungata e dolce, si raggiunge l’allungamento ottimale delle fibre di collagene che formano la fascia, ottenendo il recupero delle lunghezze fisiologiche di tali strutture.

Si possono individuare tre fasi caratteristiche di questa tipologia di manovre:

Messa in tensione
Mantenimento
Rilascio graduale

La messa in tensione deve essere dolce e progressiva, in modo tale da non allungare i tessuti oltre la loro fisiologica elasticità; se si supera questo limite la reazione al pompage può essere una maggior contrattura, come risultante di un meccanismo difensivo corporeo. Il mantenimento risulta essere la fase più importante nell’esecuzione di pompages muscolari, per tale motivo richiede un tempo di esecuzione di almeno trenta secondi.

Indicazioni terapeutiche

Questo trattamento trova delle indicazioni di applicazione molto vaste, proprio poiché interessa un tessuto così capillarmente diffuso nel corpo umano.



Risulta pertanto particolarmente consigliato nel caso di:

Algie vertebrali ed articolari: le rigidità articolari compromettono la lassità indispensabile ai micromovimenti. I pompaggi miofasciali articolari hanno la finalità di recuperare questa lassità fisiologica, in modo tale da permettere il normale movimento dell’articolazione.
Retrazioni e contratture muscolari: con il pompaggio si agisce sulla viscoelasticità dei muscoli, così da ottenere rilasciamento muscolare ed azione decontratturante. Il lavoro sulla Fascia consente di agire sui molto frequenti, dolori da tensione, poiché questa struttura è ricca di recettori che possono diventare rapidamente sensibili e dolorosi, quando le informazioni sensitive dolorose si prolungano.
Disturbi circolatori e linfatici: la Fascia, per via dei suoi stretti rapporti con i vasi sanguigni, viene definita come il “cuore periferico” , poichè favorisce la circolazione dei fluidi corporei. Pertanto un arresto dei suoi movimenti si ripercuote con una stasi dei liquidi, sia nella porzione intravasale che in quella extravasale. La tecnica dei Pompages ha quindi lo scopo di risolvere le stasi, cooperando con altre tecniche manuali ad azione drenante globale.
• Viene inoltre utilizzata per: Artrosi, Periartriti, Discopatie e Tendiniti.

Come si effettua il Pompage cervicale?

• La trazione sul rachide cervicale dev’essere mantenuta per circa 30 secondi, il terapista può decidere di allungare la durata del pompage, se il disturbo del paziente è legato ai muscoli. Questa fase è fondamentale per il rilassamento muscolare.

La terza parte della tecnica è il rilasciamento della tensione, dev’essere molto lento per migliorare la circolazione e il nutrimento della cartilagine, è la fase più importante nell’artrosi e nella degenerazione articolare.

Questa fase del Pompage serve anche a detensionare la fascia di tessuto connettivo presente in qualunque zona del corpo, è fondamentale perché si stima che circa il 70% del volume corporeo sia composto da tessuto connettivo.



In base all’inclinazione del capo e del collo si può concentrare la trazione sulle prime vertebre cervicali (C1 e C2) oppure su quelle inferiori (C5-C6 e C7).

Per avere una maggior trazione sulle articolazioni inter-apofisarie posteriori, si deve inclinare o ruotare la testa dal lato opposto rispetto a quello in cui si vuole agire.

Il Pompage cervicale può procurare beneficio anche sul resto della schiena, in alcuni casi elimina il dolore e la limitazione del movimento nei pazienti con lombalgia o dorsalgia.

Presso il centro diagnostico e specialistico CIDAT /MURRI di Terni e presso la sede di Orvieto Scalo in Piazza Monte Rosa 44 il personale medico e ortopedico sarà in grado di fornire a tutti i pazienti e sportivi ulteriori dettagli sulla tecnica del Pompage.



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