La risonanza magnetica nucleare (Rmn) è una tecnica diagnostica basata sull'applicazione di un campo magnetico di elevata intensità e onde di radiofrequenza (simili alle onde radio) al distretto corporeo da esaminare. Rispetto ad altre metodiche radiologiche di visualizzazione, come la TAC, presenta il vantaggio della non invasività, il non impiego di radiazioni ionizzanti e garantisce immagini in tre dimensioni.

Questo tipo di test non prevede l’uso né di sostanze radioattive né di radiazioni ionizzanti. Per fornire immagini dettagliate sfrutta onde a radiofrequenza e potenti magneti che creano campi magnetici di alta intensità. La risonanza magnetica fornisce immagini tridimensionali chiare e dettagliate dei cosiddetti tessuti molli (nervi, muscoli, legamenti, adipe, vasi sanguigni ecc.) e dei cosiddetti tessuti duri (ossa e cartilagini).

Ciò la rende un test di assoluta rilevanza in numerosi campi della medicina: dalla traumatologia all'oncologia, passando per l'ortopedia, la gastroenterologia, la cardiologia ecc. Per specifiche patologie può risultare utile la somministrazione per via endovenosa di particolari mezzi di contrasto dotati di proprietà paramagnetiche, chimicamente derivati dal Gadolinio. I mezzi di contrasto attualmente a disposizione in RM sono prodotti estremamente sicuri e sono stati impiegati in milioni di pazienti.



Occasionalmente però possono dare dei problemi. Il personale medico è addestrato per curare nel modo migliore queste reazioni nel caso si verificassero:

1- Reazioni minori come starnuti, nausea ed eritema cutaneo (probabilità 1%)
2- Reazioni maggiori come difficoltà respiratorie e/o cardio-circolatorie, convulsioni, perdita di conoscenza (probabilità 0,01%).

Come funziona

Il paziente entra nel tubo dell'apposito macchinario sdraiato su un lettino. L'esame - che può richiedere la somministrazione in vena di un mezzo di contrasto paramagnetico - viene effettuato senza l'impiego di raggi x ed utilizza un forte campo magnetico e onde di radiofrequenza analoghe a quelle delle trasmissioni radiotelevisive. Per la buona riuscita della risonanza magnetica è fondamentale che il paziente rimanga immobile, alla sua conclusione, il paziente può fare ritorno immediato a casa, salvo non abbia assunto un sedativo prima della procedura o sia stato sottoposto all'iniezione di un mezzo di contrasto.



Chi può effettuare la risonanza magnetica ?

Non possono sottoporsi a questo tipo di esame i portatori di pacemaker o di dispositivi ad attivazione magnetica - come elettrodi e neurostimolatori - e i portatori di protesi di non accertabile compatibilità con i campi magnetici. Nel caso esistano dubbi sulla presenza nel corpo di parti metalliche (punti di sutura, clip, protesi) il paziente dovrà informarne il personale medico e paramedico, che potrà disporre l'esecuzione preliminare di radiogrammi che consentano di verificarne l'effettiva presenza. Cautelativamente è sconsigliato escludere dall’indagine le donne nel primo trimestre di gravidanza, pur non essendo ancora documentato un effetto teratogeno e/o lesivo dei campi magnetici e variabili, nonché degli impulsi a radiofrequenza sull’embrione del feto. L'esame non risulta né doloroso, né pericoloso. L'unico fastidio può essere causato dal rumore del macchinario in funzione.



Perché si fa e cosa “vede” una risonanza magnetica

La risonanza magnetica ha principalmente due scopi: il primo è prettamente diagnostico, mentre il secondo mira a monitorare i risultati di una terapia o di un trattamento. In particolare, la risonanza magnetica è in grado di evidenziare:

• Masse tumorali
• Danni cerebrali, alle articolazioni o ai vasi sanguigni
• Lesioni
• Ictus
• Malattie cardiache e danni causati da un infarto
• Infezioni

Sono, quindi, abbastanza numerosi i problemi di salute che possiamo rilevare tramite questo esame. Inoltre, per quanto riguarda i tumori, la risonanza magnetica ci permette anche di avere un’idea più o meno precisa della stadio, della dimensione e della risposta terapica delle cellule neoplastiche.



Attualmente non esistono studi che abbiano dimostrato danni a lungo termine dati dalla risonanza magnetica. È questo il motivo per cui si può ritenere un esame generalmente sicuro. Come ovvio, trattandosi inoltre di un test diagnostico – e non di una terapia -, non porta né benefici né danni a chi vi si sottopone.

Tuttavia, si sconsiglia di ripetere l’esame in tempi brevi, a causa del farmaco che viene iniettato come mezzo di contrasto. Il gadolinio, infatti, può risultare rischioso per i soggetti affetti da severe forme di insufficienza renale.

Risonanza magnetica dell'encefalo:

La risonanza magnetica dell'encefalo viene impiegata per evidenziare diversi disturbi che vedono coinvolto l'encefalo. Può essere utilizzata in caso di cefalee, deficit neurologici a insorgenza improvvisa, demenze, tumori primitivi o metastasi, patologie demielinizzanti come la sclerosi multipla o patologie infettive tipo encefalite o meningite. Inoltre con questo tipo di esame si possono studiare malformazioni vascolari come aneurismi o MAV.

Non sono previste particolari preparazioni per sottoporsi alla risonanza magnetica dell'encefalo. Possono essere predisposti trattamenti preventivi per evitare reazioni nei soggetti allergici che devono sottoporsi all'esame con mezzo di contrasto paramagnetico. L'esame non risulta né doloroso, né pericoloso. L'unico fastidio può essere causato dal rumore del macchinario in funzione.

Piccole istruzioni per l’uso: come vestirsi e come prepararsi

Nei giorni precedenti al test non servono particolari accorgimenti, né nella dieta né a livello farmacologico. Il medico può, però, scegliere di eseguire alcuni esami per le allergie, per capire prima della risonanza se il paziente potrebbe avere reazioni pericolose nel caso necessiti di somministrazione di mezzo di contrasto.



Ma come vestirsi per la risonanza magnetica? In primis, si sconsiglia indossare indumenti con ganci, bottoni, spille o chiusure lampo, per prevenire il rischio di portare con sé, in modo accidentale, qualche oggetto metallico all’interno del macchinario. Comunque, per evitare che ciò accada, di norma viene chiesto al paziente di togliersi tutti i vestiti per indossare un camice fornito dalla struttura ospedaliera. Nel novero degli oggetti da non portare assolutamente all’interno delle apparecchiature figurano:

• Gioielli, orologi e piercing
• Fermagli per capelli
• Cinture e fibbie
• Reggiseno con ferretto
• Monete
• Occhiali
• Cellulari
• Carte di credito e tessere magnetiche



In alcuni casi, si chiede anche di rimuovere il trucco dal viso e dagli occhi, oppure di evitare direttamente di presentarsi truccate al test. Infine, alle donne che stanno allattando, si consiglia di raccogliere e conservare il latte necessario fino a 24 ore dopo l’esame, in modo da evitare di “passare il farmaco” usato come mezzo di contrasto al bambino. Prima di effettuare una risonanza magnetica è meglio avvertire il medico di eventuali problemi di salute (come asma, malattie ai reni o al fegato), di recenti interventi chirurgici, di allergie ad alimenti o a farmaci, gravidanza, otturazioni dentali e perfino tatuaggi, in quanto l’inchiostro con cui essi vengono disegnati può contenere tracce di metallo.

Presso il centro diagnostico e specialistico CIDAT /MURRI di Terni e presso la sede di Orvieto Scalo in Piazza Monte Rosa 44 il personale medico e ortopedico sarà in grado di fornire a tutti i pazienti e sportivi i migliori servizi legati alla risonanza magnetica.



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